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Posts Tagged ‘VITA VISSUTA’

Ho preparato la cartella,

ci ho messo dentro i quaderni, li ho aperti li ho guardati.

Ho preso l’astuccio, ho temperato tutte le matite anche li ho controllato che ci sia tutto.

Ho scritto le tue iniziali su tutte le matite, poi su tutti i pennarelli.

Ho preso i libri, quelli che non userai più perché ne avrai di nuovi…… li ho aperti e mi sono messa a vedere quelle figure quelle vocali,

ho visto quello che in questo mese e mezzo di scuola hai fatto nella tua vecchia classe e l’emozione è salita fino agli occhi.

Ho guardato la tua piccola calligrafia così incerta così tenera quella giusta calligrafia che esce da delle manine così piccole.

Ti ho immaginato con le tue amiche, quelle della materna, quelle che da domani non vedi più perché cambi scuola.

Io che di scuole ne ho cambiate tante, oggi sono qui a pensare a te a quanto sì……. “sono piccoli gli amici se li fanno in fretta………”,

ma dispiace sempre lasciare quelli di prima…

Quelli con cui hai iniziato un percorso…..

ho controllato che ci fosse tutto.

ho chiuso la cartella e ho pensato che nella tua piccola vita questa è già un prova.

Ho lasciato la cartella all’ingresso e ho pensato che nella mia vita anche per me è un prova.

Si perché a me, alla fine, non è mai piaciuto cambiare scuola e forse è proprio per questo oggi ti ho così tanto nel cuore…

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Non sono una fissata con la parità dei sessi, ne’ credo che in fondo questo è possibile.
Credo che ognuno ha suoi ruoli che vanno rispettati credo che all’interno dei ruoli vi sia spazio sufficiente per poter agire in libertà.
Credo che la bellezza di noi donne, la grazia, e la fragilità siano cose da mantenere e non da combattere.
Credo che la spavalderia, la forza e la voglia di conoscerci degli uomini debbano rimanere al loro posto.
Credo che sia bello poter condividere le passioni, gli sforzi , le idee.

Questo lo credo nella vita, nei sentimenti e nel lavoro. (altro…)

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“Mamma IO NO GIOCA AURORA!!!!!”

“e perché non ti fanno giocare?”

“ Ammmmm  Perché io a piccola…”

(Aurora e il papà stavano giocano con la WII con tanto di pedana…)

“Ok tra un po’ smettono e giocate insieme . Va bene?”

“Gno!!!!”

Se ne va…

va in bagno, prende la bilancia digitale bianca come  pedana WII e la porta in sala, la piazza vicino alla pedana e…

“ Ecco anche Matilde gioca”…

 

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DUBBIO AMLETICO

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Davanti al liceo classico che a sua volta è accanto all’asilo nido di Au-lola

 

“SEI TARMENTE BRUTTA CHE BISOGNA GUARDATTE CO’ ‘R DECODE: “ (io giuro che ho dovuto pensare perché li per li non l’ho capita)

“SEI COSÌ BRUTTO CHE SI LANCI ‘N BOOMERANG QUELLO CE PENSA DU’ VÒRTE PRIMA DE TORNÀ ‘NDIETRO “?????????????

 E siamo ai Parioli….

Sono andata via con un terribile dubbio che mi tormentava

 Mica diventeranno cosi????

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  • Una ricerca scientifica diretta da A. Hunziker e R.Barr, pubblicata su Pediatrics 1986, 77 ha provato che i neonati portati nella fascia piangono il 43% in meno dei loro coetanei durante il giorno e il 51% in meno durante le ore serali!!

Questi medici dovrebbero conoscere Cippa Lippa, sarebbe la loro mascotte, l’esempio reale che tutti i loro studi sono giusti, la realizzazione di un lavoro che è giusto al 1000per1000!!!

Cippa Lippa quando sono a casa vive nel marsupio è il suo posto preferito perché guarda tutto quello che faccio, arriva dove arriva un adulto e riesce persino a vedere la sorellona da un’altezza invidiabile.

La cosa incredibile è che più sta stretta più sta tranquilla.

Per una come me  che le manca l’aria anche se uno sta a due metri di distanza è una cosa incredibile.

Ho letto vari articoli sui marsupi, del perché i bambini sono così tranquilli al loro interno, la cosa più normale è che rivivono l’esperienza della pancia che si sentono avvolti da quel calore che non li ha mai lasciti fino al momento della nascita, sentono ancora il battito cardiaco della mamma (fino a quando c’è !!) e nel dormire rivivono le stesse sensazioni di “sballottamento” che sembrano tanto apprezzare.

Dall’altra parte a me sembra avere ancora la pancia e c’è una sorta di tranquillità nel tenerla attaccata a me. Quando la guardo dormire cerco di imprimermi con  forza quell’attimo nella memoria perché sono sicura che ripenserò a questi momenti quando, da adolescente vorrà la sua autonomia e io  invece vorrò ancora coccolarla.

Il marsupio è una parte integrante del nostro rapporto , ci tiene ancora unite come se fossimo una cosa unica e mi capita spesso di vederla dormire e non toglierla da li dentro, anche se la schiena lo chiede insistentemente, perché quelli sono attimi nostri di grande intensità e amore che anche se so che non smetteranno mai ma si trasformeranno con l’evoluzione dei suoi anni ad oggi mi sembrano così straordinari da non poterne perdere neanche una frazione di secondo.

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Oggi pubblico questo articolo che, nel leggerlo, ha mosso le corde del mio cuore.

Spero che lasci una piacevole traccia a chi lo legge…. come è successo a me.

 

 

L’ARTE DI VIVERE BENE

L’energia vitale è la forza incontenibile che prorompe in ogni corpo dal momento della nascita.

Il consapevole possesso di questa vitalità aiuta a sentirsi bene con  se stessi e parte integrante della società.

Chi manovra con coscienza questo impetuoso slancio esistenziale prende la vita di petto, con entusiasmo, sviluppando la capacità di accogliere serenamente i cambiamenti che l’età matura porta con se.

Si impara a vivere un poco alla volta e gradualmente si arriva ad amare l’esistenza raggiungendo, con consapevolezza sempre maggiore, la pienezza vitale.

Godere in modo autentico di ogni tappa personale, un anno dopo l’altro, permette una continua crescita individuale.

 

La saggezza che si acquisisce lungo il cammino porta ad una lettura sempre più realista del mondo e insegna a relazionarsi con contesti differenti in modo più intenso e consapevole.

Infatti solo con il tempo è possibile acquisire  quella lucidità in grado di sottolineare la fondamentale differenza tra ciò che può dirsi utile e cio’ che non lo è.

 

Affinando la capacità di riconoscere e assaporare i piccoli piaceri della vita si impara a discernere fra desideri e bisogni ma, soprattutto si individua definitivamente lo scarto sostanziale fra la pienezza dell’essere e la superficialità dell’avere.

 

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