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Archive for marzo 2011

CARISSIMA ME ….

 

Sono una delle poche che ama i film francesi o almeno alcuni film francesi …

Essendo praticamente cresciuta con  “il tempo delle mele 1 , 2, ,3 “ e avendo un’identificazione con Vic la protagonista pari al 90% non potevo perdermi questo “carissima me”.

Beh io l’ho travato veramente bello, assolutamente attuale e devo dire molto ironico, ma di un’ironia che lascia un po di amaro in bocca.

Chi di voi si ricorda quello che voleva fare da piccola ?? o meglio chi se lo ricorda veramente ? e chi oggi si ferma  a fare un parallelo tra quello che desiderava e quello che realmente ha ??

Io l’ho fatto dopo aver visto questo film  pieno di note agro-dolci.

Sono tornata ad un tempo lontano in cui giocavo in giardino e pensavo di fare il medico curavo di tutto anche le lumache che avevano solo il guscio, le mettevo tutte da parte sperando che un giorno sarebbero tornate a “lumacare” nel mio giardino, ho ripercorso i miei amichetti di infanzia e le loro terribili idee di diventare mostri che potevano tirare le braccia e così facendo salvare l’umanità ho ricordato in chissà quale meandro della mia memoria un certo Emiliano che veniva con me alla elementari e che voleva fare “solo il geometra del paese” perché suo padre era” solo geometra” e lui non poteva pensare di fare altro…

Il parallelo con quello che ho ora ovviamente l’ho fatto e vedendo in torno a me quasi solo arriviste in carriera a cui l’orologio biologico batte il conto e a cui scoccia molto ascoltarlo, essendo circondata da donne che figli non ne hanno ma vorrebbero avere una specie di cicciobello, possibilmente già fatto, possibilmente senza perdere la taglia 42 neanche per un quarto d’ora, possibilmente  bello buono che non piange che dorme e che non si ammala mai. 

Avendo vicino donne che vivono la maternità come una perdita di tempo in un periodo molto proficuo della vita dove è sicuramente  meglio lavorare fino a tardi e farsi una posizione piuttosto  di avere un piccolo rompipalle a case che ti contesta anche la cena, beh sono felice che Sophie Marceau abbia fatto questo film che  riporta un po alle nostre origini a quando da bambine giocavamo a fare le mamme,  le fidanzate a sognare un marito e la spesa da cucinare, a un periodo in cui non sapevamo che esistessero le aziende in cui la competizione la fa da padrone, dove non aspetti altro che una collega rimanga incinta per fregarle il posto …

Il suggerimento di una bambina di sette anni  che già sa che vicino ai quaranta si perde la ragione è “diventa ciò che sei..” e  ho preso spunto dal film per fare la stessa cosa, ogni tanto scriverò delle lettere a carissima me per rileggerle tra ventanni e vedere quello che ero oggi e poi lo farò per le gnome ma le conserverò io in una scatola e spero di potergliele dare ad un loro compleanno di donne…. sono sicura che le loro parole di bambine le faranno riflettere … proprio come è successo a me con questo bellissimo film

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Ok il piano era questo,  prendersi un giorno di riposo per poter recuperare un po di energie sottratte dal corri-che-è tardi- oddio piove sono una due bambini 3 ombrelli due zaini una borsa da lavoro e una borsa normale (2:3 = 4:1) anche chi non va forte in matematica sa che  non si può fare …

Arrivo d’avanti l’asilo da ormai 3 mesi incontro le varie mamme dei compagni di Mati e le saluto, incontro le varie mamme dei compagni di Aurora e le saluto e poi le shakero invitando alla festa di Aurora un compagno di mati che è entusiasta di andare ad una festicciola di una quattrenne lui che di anni ne ha solo due e la mamma incredula per questa mia improvvisa simpatia per lei e suo figlio (che non so nemmeno come si chiama) che mi dice grazie … ( ma perché mi inviti? La faccia era assolutamente quella) perché mi sono sbagliata no? Era ovvio ma lei non ci pensa e io si, ma è troppo tardi.

Ritorno dopo due giorni all’asilo pregando tutti i Santi di incontrarla e la incontro, la festa è rimandata è brutto tempo ( per fortuna … ) e all’aperto non si può fare la faremo tra qualche settimana e ti avverto oK?

“ok”.

Poi corro di la all’altro asilo e cerco di beccare la mamma giusta quella di Giulia che assomiglia molto a quella di prima e vai con l’ organizzazione di una giornata al parco.

Mi dicono che il giorno… è sciopero il giorno … manca la cuoca e quindi si esce prima che il giorno…. c’è la riunione con i genitori. Scrivo tutto sull’agenda.

  Metto il grembiule ad Auri bacio e scappo

Chiudo tre ombrelli monto in macchina e vado in ufficio, entro in ascensore e chiedo “piano?” il collega mi guarda e mi dice stiamo nella stessa stanza da ieri ti ricordi??

DECIDO DI PRENDEREMI UN GIORNO DI RIPOSO.

Prendo il giorno di riposo e mi trovo da Ikea con mia madre che non avendocela sotto mano perché vive in una’altra città mi dice con aria divertita lo sai che all’agenzia di viaggi sotto casa una volta mese organizzano un tour IKEA con i pulman ???

 davvero??? 🙂

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Quattro anni nella mia vita e mi chiedo come era prima prima che tutti i miei pensieri fossero per te, per voi.

Quattro anni in cui ti ho vista crescere, cambiare, ti ho vista allegra e triste, sorridere e piangere, emozionarti per un regalo e indifferente davanti a quello che non ti piaceva.

Quattro anni in cui mi hai insegnato ad avere pazienza, io che non ce l’ho, che mi hai insegnato a credere in un domani migliore e ad impegnarmi  sempre di più per questo, che hai reso felice tante persone oltre a me e papà , ci sono i nonni, gli zii e non ultima Mati che ti adora, quattro anni in cui il tuo visetto è cambiato ma per me sei sempre stata così.

Quattro anni dove io mi sono messa sempre in discussione grazie a te,  per capirti, per sentirti quando ci sono mille cose da fare ma tu parli, quando la stanchezza ti abbatte ma non puoi mollare perché tu sei li che mi guardi e mi dici “mamma mi racconti una favola?” . Questo è amore, amore vero quello che da e non si aspetta niente quello che non ti fa pesare la favola quando vorresti dormire, quello che ti fa alzare tutte le notti per l’acqua il ciuccio la pipì la cacca la febbre la tosse il raffreddore il mal di pancia il lupo dentro l’armadio il peluche del cuore che nella notte è caduto e tu non riesci a dormire se non c’è,  la porta aperta, la luce che mi da fastidio, i piedi freddi.

Tanti auguri amore mio tanti auguri da chi fino ad oggi non  si è persa niente di te e vorrebbe farlo all’infinito.

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