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Archive for settembre 2010

 

Chiunque abbia un treenne in casa sa bene che il ciuccio inizia a diventare un problema da dover gestire…

Noi l’abbiamo gestito alla grande fino a quando non è arrivata Mati io credo che se un ci fosse stata una piccola regressione ormai anche il ciuccio sarebbe un ricordo… ma siccome da qualche parte bisogna pur tamponare quando si hanno bambini così piccoli ho pensato che il ciuccio era il minimo sindacabile visto che ci sono mamme che devono rimettere il pannolino dopo lo spannolinamento oppure  bambini che non dormono per il secolo successivo oppure a chi dice proprio male le due cose insieme, quindi alla fine w il ciuccio.

Ora però siamo alla resa dei conti “no ciuccio? No dormi!

Allora lo sottoscritta su suggerimento di un puericultrice sta adottando il metodo “povero ciuccio” che consiste nel far sparire il ciuccio al risveglio di Auri e dirle che il ciuccio se ne è andato perché lei ormai è grande  e ha dei denti grandi e lui è troppo piccolo e qualche bimbo più piccolo di lei ha bisogno del suo aiuto come essere ciuccio.

Si sta convincendo la prima volta è rimasta malissimo secondo me si è sentita un po tradita da quell’amico che l’accompagnava da tanto tempo ma ora dopo un paio di mattine che il povero ciuccio se ne va sembra più serena.

La sfida vera però non finisce qui anzi l’idea è di togliere il ciuccio anche a Matilde perché per esperienza più sono piccoli meno peni tu.

In quest’impresa ho contro in ordine alfabetico la maestra, i nonni, il papà, il pediatra, e una sfilza di libri che dice che il ciuccio è essenziale come “consolazione “ quando non ce la mamma ma ho un’alleata fondamentale una mamma di cui ho molta stima e che mi ha dato tanti consigli preziosi…lei mi ha assicurato che dopo i primi due giorni in cui il ciuccio verrà cercato ogni 30 secondi poi non ci si pensa più…ma anche aggiunto devi essere pronta tu molto più di loro… e devo dire che l’ultima frase mi ha fatto pensare che in fondo non ho mai visto sposarsi nessuno con il ciuccio no?

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IL RIENTRO IN UFFICIO

 

Ci sono giorni in cui le cose da dire sono poche giorni che volano leggeri perché stai bene, stai con persone che ti fanno stare bene, giorni che sei felice perché la vita ti ha regalato tanto e ti puoi ritenere fortunato. Quei giorni sono giorni che rimangono nel cuore e nella mente sono i giorni che ti danno la forza quando arriva il grigiore e la monotonia delle giornate invernali. Settembre è un po il periodo di transizione e io lo sento tanto da sempre per me settembre e, in parte, ottobre sono sempre stati mesi in salita. La ripresa della scuola era accompagnata da felicità ma anche da una consapevolezza che l’anno sarebbe stato lungo e questo non può che portare un po di malinconia….poi c’erano i quaderni, le gomme le matite e l’astuccio da comprare un po come se tutte quelle cose nuove ti dicessero ”dai forza che con noi cosi nuovi e belle ce la puoi fà”.

Gli anni passano e le sensazioni non cambiano, ora ci sono loro le gnome e settembre è diventato  il mese del distacco dopo le vacanze dopo le 24 ore insieme …e ti ritrovi a dire accidenti quanto è difficile… dopo quelle manine che ti toccano in continuo quel sentirsi chiamare mamma da una stanza all’altra tra un tuffo e un altro e tra una fetta di prosciutto e un omogeneizzato torni al lavoro e c’è il silenzio , le pratiche… quelle serie.., e non le risate allegre o lo scoppio di un pianto improvviso, ora c’è il computer e la stampante e non il fasciatoio e i pannolini.

E indovina chi ritrovi ??? la collega si quella un po scema o forse invidiosa… o forse cattiva… o forse che poverina è tanto sola ma sta tutto il giorno al telefono ( quindi qualcuno conosce..) che ti chiede come è andata cosa hai fatto tutto questo tempo a casa non ti sei esaurita con due bimbe piccole?? Quella che ascolta talmente bene una tua telefonata che appena chiudi ti da anche un consiglio…quella più grande di te ma non cosi grande che speri vada in pensione tra un paio di anni…quella che “ No io preferisco 1000 volte l’ufficio per fortuna che ho mia madre che me li tiene poi in vacanza mi devo riposare  e quest’anno ho portato la baby sitter . “

Ok… Ok…. Io la baby sitter al mare non me la posso permettere e comunque non la porterei poi preferisco 1000 volte stare a casa con due bambine piccole che hanno un’intelligenza molto più viva di una grande che sta in ufficio poi no per ora non mi sono esaurita ma prevedo di esserlo per le 17.00 ….dopo circa 8 ore di sua presenza con battute continue e provocatorie è scattata la figura di m….da ovviamente con chi non se la meritava ma va be ….. anche questo fa parte di settembre e della sua  salita

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Le ultime due settimane sono state dedicate all’inserimento delle gnome.

Da una parte Aurora alla scuola materna e dall’altra Matilde nel gruppo “medi” dell’asilo nido.

Le giornate tipo erano un paio d’ore all’asilo e poi insieme a casa.

Tra le varie riflessioni fatte sull’asilo quella che più mi piace è la totale condivisione di spazi giochi  libri tappeti morbidi  mini cucine giochi altezza gnomo e quadri disegni stampe tutte colorate.

 Se poi a fare contorno a tutto questo si aggiunge anche del personale qualificato il risultato è che anche una mamma sempre in discussione come me vive un suo habitat naturale….

Oggi è stato il giorno della contro-prova, sai quella che facevi per veder se il risultato di un’operazione è giusta??? Oggi le ho accompagnate all’asilo prima una e se ne è andata tranquilla e serena a giocare poi l’altra la piccola che nel mollarmi ha abbozzato una frignatina che però è passata quasi subito… ed ecco che mentre uscivo dall’asilo avevo la netta sensazione che mi mancasse qualcosa…

Le ultime settimane sono state di grande caos si è accavallato di tutto pure un vaccino sparato la di sabato senza prenotazione…io sono tornata a lavoro e quantomeno sto seduta ma per ora sono perennemente connessa con loro è come se ci fosse un filo di pensiero che mentre sto lavorando si allontana fino a raggiungere l’asilo dove le ho lasciate….

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Oggi è stato il tuo primo giorno di scuola materna.

Bellissimo rivederti abbracciare Martina la tua amichetta del cuore, bellissimo vedere che a tre anni e mezzo hai già gusti ben definiti in scelta delle amiche bellissimo vederti correre incontro alle ex- maestre dell’asilo e abbracciarle. E loro? Felici di vederti ti hanno riempito di domande…

Mi sono sentita a casa in quell’asilo dove è già da un anno che ti porto e Mati ,che sta facendo l’inserimento nella stessa struttura, però al nido mi sembra di avercela già portata perché ho vissuto tutto con te.

Mi sono chiesta se all’asilo nido ho imparato più io o tu.

Ho avuto modo di incontrare vecchie conoscenze di mamme e mamme nuove che seguono i cuccioli nell’inserimento ho avuto modo di apprendere dalle maestre che stanno li i dovuti modi per farsi accettare anche dal bimbo più reticente e mammone di questo mondo ho vissuto le ansie mie e quelle che ti mettono addosso le altre ( che tu casomai manco ci pensi) e ho avuto modo di avere scambi su quanto profondamente diverso possa essere “ vivere” il ruolo di mamma. Chi si lamenta per una “scarsa didattica”  e io mi chiedo al nido????? Chi è entusiasta perché il bambino ha imparato a mangiare da solo chi dice che è pesante avere due figli e a volte anche averne uno solo … sarà che questa estate è stata importante per me e le mie figlie sarà che io sono cambiata, sarà che sono uscita dal tunnel… ma pesante è assistere una persona malata quando sai che il suo destino è segnato, non seguire un figlio che tutti i giorni cambia fa qualcosa di diverso e dice una parola in più,  pesante è vedere soffrire chi ami, pesante è nascere donna Iran e in tanti altri posti del mondo pesante è doversi svegliare due volte a notte per girare un figlio; raccogliere giochi alzarsi per cambiare un pannolino o dover correre dalla mattina alla sera perché hai una famiglia non è poi così pesante io l’ho imparato all’asilo nido dove una mamma che vede tutto pesante mi ha fatto riflettere molto su quanto invece non lo sia…

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 Anche questo sarà un ricordo…. due giorni di piscina, due giorni consecutivi entrata alle 11.00 uscita ore 18.00.

Risultato una mamma cotta che non è buona come la panna cotta e due gnome che sanno quasi nuotare…

Incredibile come i bambini apprendano uno dall’altro rubando con gli occhi  e seguendo i consigli di mamma e papà.

Aurora dopo ever fatto i tuffi dal “trampoletto” , dicesi il “trampoletto”  semplicemente il bordo piscina ma credo sia rimasta vivo il ricordo degli ultimi europei di nuoto, si è tolta i braccioli dove non tocca  e va completamente giù sott’acqua roba che mi viene un infarto la prima volta che l’ho vista..

 

Mati nuota con i braccioli ovvero si tiene a galla, ma insiste per fare i tuffi anche lei.

Ogni mattina mi sveglio con la sensazione che questa sia stata un’estate importante per loro un estate vissuta insieme, tanto insieme…………. un’estate di crescita per loro e  per me, un’estate che ci ha portato un febbrone al mare e poi tanti bagni e sole e castelli di sabbia e mani appiccicate che mi prendevano per fare un altro bagno…un’estate in cui le ho conosciute meglio le mie figlie, un’estate in cui anche loro hanno visto una mamma  serena che ha vissuto con loro momenti di gioia e tranquillità…. Indimenticabili gli aperitivi in riva al mare con il mio bicchiere di vino bianco e la sua acqua tonica indimenticabili i suoi abbracci prima di dormire e le favole lette in questi ultimi giorni indimenticabile lei quando la guardo dormire e la vedo già bellissima…

Indimenticabile Mati e la sua camminata le sue prime paroline “acca” “mamma” “alla” le sue risate per il solletico sulla pancia  e il suo sguardo verso il mare come un adulto indimenticabile la sua manina che mi cerca durante la notte…incredibile la mia pazienza la mia solerzia nel seguirle, l’amore che ho tirato fuori senza neanche immaginare di averlo, incredibile il sentimento che ci unisce e che solo vivendolo si può capire, incredibile io che ogni tanto penso di non farcela e poi mi trovo ad aver affrontato un altro periodo fatto di pappe pannolini risvegli notturni e… giochi.. giochi.. giochi…incredibile guardarsi allo specchio e pensare di essere diversa da quella che oggi sono.

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