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Archive for ottobre 2009

Oggi mentre ero in macchina ho realizzato che faccio una vita da “bambina”. Da circa due anni faccio realmente una vita da bambina , se non fosse per quelle 5 ore che trascorro in ufficio, e a dirla tutta quando sto li mi sembra strano non sentire piangere o vedere qualche bambino.

Il resto della mia vita è nel mondo dei bambini.

Oggi Aurora mi ha detto tu sei la mia amichetta più bella!

Io che avrei versato volentieri la lacrimuccia le ho chiesto perché ero la sua amica più bella è lei mi ha risposto: perché sei un’amichetta grande, che guida mi compra i regali e, udite udite è sposata con il principe e poi anche quando litighiamo tu non piangi.

Sono un bambina che guida, è sposata con il principe e che quando litiga non piange, la mia vita è veramente bella!!!! Ma è addirittura stupenda perché sono l’amichetta più bella di Au.lola.

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Cippa Lippa ha 5 mesi e 14 giorni, è una bambina assolutamente allegra, sorride sempre ed ha un potere: rendere felice chi la guarda perché dopo circa due secondi di messa a fuoco ti fa un sorriso a tutte gengive. In questi giorni inizia a relazionarsi più con noi, chiama Aurora quando si allontana ovviamente a modo suo, inizia un lamento fino a quando non la vede ritornare.

Aurora gioca con lei , la coinvolge nella sua vita e le spiega quello che succede nei cartoni di Pimpa.

Cippa Lippa è molto precoce, vuole prendere le cose e si arrabbia perché ancora non ci riesce, segue con lo sguardo tutto quello che fai e cerca di partecipare, ride se giochi con lei e si arrabbia se rimane sola.

Le piccole “caniglie” stanno crescendo e mi rendo conto giorno dopo giorno che stanno iniziando a relazionarsi. So di essere l’ago di questa bilancia e credo che per me sarà l’impegno più duro ma anche il più importante e non posso fallire.

Noi mamme non siamo infallibili, ma percepiamo per ogni figlio delle esigenze diverse, alle volte capita che per egoismo, per il troppo da fare, per la stanchezza di queste giornate vissute cosi’ intensamente o semplicemente perché siamo esseri umani ognuna con le proprie debolezze, si pensa che uno dei due stia bene non abbia bisogno di niente, ma non è cosi quello che non ha bisogno è sempre quello che parla meno, quello più orgoglioso, quello che, sembra, il più forte.

La giustizia è stato sempre un elemento predominante nella mia vita e se per molti aspetti il passare del tempo mi ha ammorbidita, su questo è stato il contrario il tempo ha giocato un ruolo di grande importanza nel farmi capire che BISOGNA essere giusti. Saranno solo le mie figlie a dirmi se riusciro’ in questa sfida quello che posso dire ora è solo che l’impegno sarà al massimo.

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Oggi pubblico questo articolo che, nel leggerlo, ha mosso le corde del mio cuore.

Spero che lasci una piacevole traccia a chi lo legge…. come è successo a me.

 

 

L’ARTE DI VIVERE BENE

L’energia vitale è la forza incontenibile che prorompe in ogni corpo dal momento della nascita.

Il consapevole possesso di questa vitalità aiuta a sentirsi bene con  se stessi e parte integrante della società.

Chi manovra con coscienza questo impetuoso slancio esistenziale prende la vita di petto, con entusiasmo, sviluppando la capacità di accogliere serenamente i cambiamenti che l’età matura porta con se.

Si impara a vivere un poco alla volta e gradualmente si arriva ad amare l’esistenza raggiungendo, con consapevolezza sempre maggiore, la pienezza vitale.

Godere in modo autentico di ogni tappa personale, un anno dopo l’altro, permette una continua crescita individuale.

 

La saggezza che si acquisisce lungo il cammino porta ad una lettura sempre più realista del mondo e insegna a relazionarsi con contesti differenti in modo più intenso e consapevole.

Infatti solo con il tempo è possibile acquisire  quella lucidità in grado di sottolineare la fondamentale differenza tra ciò che può dirsi utile e cio’ che non lo è.

 

Affinando la capacità di riconoscere e assaporare i piccoli piaceri della vita si impara a discernere fra desideri e bisogni ma, soprattutto si individua definitivamente lo scarto sostanziale fra la pienezza dell’essere e la superficialità dell’avere.

 

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Sabato pomeriggio, Armi, le bimbe ed io abbiamo deciso di andare a vedere questo mitico museo dei bambini. Ne avevo sentito parlare da alcune mamme che ne erano uscite entusiaste e allora perché non provare anche noi il brivido della vista? Explora è un mondo adulto ad altezza di bambino, i bimbi possono sperimentare la banca, la posta, il supermercato, la cucina, l’orto con tanto di ortaggi da raccogliere e mettere nel cestino.

 Abbiamo visto anche il camion dei pompieri (vero) dove loro salgono ed esplorano una cosa che sicuramente non vedono tutti i giorni.

Io ad Explora ho avuto il mio momento di gloria perché Aurora con tutto questo ben di Dio era attratta maggiormente dalla “Macchina di Leonardo”.

 Già il nome è impegnativo.

La piccola duenne di è avvicinata a questo macchinario che riassume in maniera semplice, ma molto diretta alcuni esperimenti di Leonardo da Vinci e ne è rimasta assolutamente affascinata.

Ora capite che per una mamma che si è sempre rifiutata di comprare giochi come il ferro e la tavola da stiro, la piccola lucidatrice, la versione micro del mocio vileda e ultimo, ma non meno importante, il “folletto” versione gnomi, vedere la propria figlia non volersi staccare dalla macchina di Leonardo è UNA VERA SODDISFAZIONE.

Altro ambiente molto frequentato dalla famiglia è stato lo spazio 0-36 mesi dove Mati, soprannominata Cippa Lippa, si è divertita un mondo ad esplorare le varie apine colorate lo scivolo con i tappetoni e i cubi multicolor messi li per rotolarcisi sopra. Nel frattempo la piccola duenne si è cimentata nel tunnel, sullo scivolo e nei nascondigli di varie forme e colori dove, devo dire, tutti i bambini impazzivano.

L’esperienza è stata assolutamente positiva e da consigliare a chiunque abbia bambini e assolutamente da ripetere per noi che abbiamo passato un pomeriggio a vedere le nostre due cucciole giocare e divertirsi nel mondo di mamma e papà dove, per ora non arrivano, se non altro per l’altezza!!!!

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L’ALTRA DONNA

Oggi ho letto questo articolo e mi ha colpito, quindi voglio inserirlo nel mio blog. Sono un mamma di due “femmine” e come tale in questo periodo in cui la stampa si occupa molto di donne mi sento colpita da quello cha accade nel nostro paese. Si parla di ragazze giovanissime che per avere in cambio facili guadagni, notorietà , carriera o potere si concedono a personaggi potenti e famosi.

 Nell’elenco dei motivi perché queste persone si concedono manca la parola piacere o diletto cosa che normalmente fa muore l’impulso sessuale.

Ad oggi so che è difficile essere donna perché se sei brutta nessuno ti considera se sei carina devi decidere da quale parte stare e non è un luogo comune, ma la realtà. Ovviamente spero per le mie figlie che le cose cambino, che andando avanti si parli anche di donne diverse dal prototipo che la televisione o i giornali ci propongono. Lascio a loro questa traccia perché un domani possano leggerla e commentarla insieme…..

L’ALTRA DONNA, di Massimo Gramellini

 Come portavoce autonominato della Opposizione Estetica mi permetto di esprimere tutto il mio sommesso disgusto per il prototipo di donna che emerge dagli scandali di queste settimane, che poi è la stessa donna che vediamo paparazzata nelle feste della Roma Cafona o issata sui troni di cartapesta di certi programmi televisivi. Bella di una bellezza vistosa e ritoccata. Vestita e truccata come la maschera di un trans. Aggressiva, sgangherata, ignorante. Non so per quale ragione certi uomini di potere abbiano una predilezione per lei. Immagino perché non li mette in discussione. E’ una donna-sofà, a cui il potente si rivolge per scaricarsi e rilassarsi, con lo stesso spirito con cui davanti al televisore preferisce una gara di rutti a un programma di storia. So però che sopravvive un altro genere di maschi e che a questi maschi continua a piacere l’altra donna. Quella che non sghignazza, ma sorride. Che non mostra, ma allude. Che non seduce con le microgonne, ma con gli spacchi. Che conserva intatto il mistero femminile e intriga l’uomo che cerca di entrarvi in comunione. Che non si rifà, ma ha cura di sé. E sa coltivare sogni più larghi di una passerella scosciata in tv. Di quest’altra donna i media non parlano più, al punto che qualcuno è arrivato a preconizzarne la scomparsa. Mai la realtà fu così lontana dalla rappresentazione. L’altra donna esiste e cammina ogni giorno accanto a noi. A scuola, in famiglia, in ufficio, sul tram. Basta solo ripulire un po’ lo sguardo per riuscire a cogliere la sua meraviglia.

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PLUTOQualche giorno fa ero con Aurora a fare una visita medica e mentre aspettavamo il nostro turno, mi sono messa a chiacchierare con una persona vicino a me che ha iniziato a raccontarmi tutta la sua vicenda clinica. La persona in questione è entrata dal medico prima di me e io gli ho detto: “in bocca al lupo”. Aurora mi ha guardato, poi rivolta alla persona ha detto “IN BOCCA A PLUTO!”. Non so come sia andata la visita ma sicuramente è entrata nello studio medico con un grande sorriso.

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IL BATTESIMO DI MATILDE

Sabato scorso abbiamo celebrato il battesimo alla piccola Matilde.

Giornata bella ma complicata.

Inizio giornata con il trasferimento da casa Roma a casa in campagna, che per fortuna è vicina, ma l’ansia di essersi ricordati tutto era a mille.

Arrivo alla casa di campagna e grande ammirazione per me stessa di essermi ricordata veramente tutto.

Sistemazione della casa per l’evento, si perché abbiamo fatto un rinfresco da noi, piuttosto che in un ristorante ; e sistemazione bambine.

Alle 18.00 è iniziato il battesimo celebrato da un prete abbastanza stravagante, ma ci siamo abituati, le nostre nozze sono state celebrate da un prete che si è dimenticato un pezzo di messa, il battesimo di Aurora da un altro che per due giorni ci ha fatto fare le prove in chiesa, e il prete che celebrato il battesimo di Matilde ci suggeriva le risposte perché forse immaginava che non le sapevamo.

Detto questo è andato tutto bene, la piccola è stata festeggiata a dovere.

Questa volta pero’ mi sono fatta una domanda.

Quanto ci condiziona la nostra appartenenza a vari substrati culturali, religiosi, familiari?

Io credo molto.

Sono sicuramente cattolica, ho spesso trovato risposte nella preghiera, quindi questo è accertato, ma sono diventata anche molto aperta a varie scelte che si possono fare nella vita. Guardo Matilde, ma lo stesso vale anche per Aurora e mi chiedo se loro avessero fatto quella scelta da grandi oppure no. Sono state battezzate perché la loro mamma e il loro papà sono cattolici, ma loro come saranno? Come la penseranno?

Credo che certe cose non possano essere “imposte” neanche con una famiglia estremamente religiosa o addirittura atea. Ognuno di noi cresce e sull’argomento sceglie.

Ci sono delle regole poi, che ad oggi sono dure da accettare: tipo le persone che volevo come madrina e padrino dile bomboniere equo solidalila torta del battesimo mia figlia, quindi che ritenevo opportune per lei, hanno avuto difficoltà ad avere il nullaosta perché separate. L’esperienza quotidiana mi insegna che quest’ultime se sono separate è sempre per validi motivi e non per vezzo e poi sempre l’esperienza quotidiana mi insegna che spesso gli sposati non si comportano benissimo, quindi lascio a chi legge qualsiasi commento.

Sono comunque contenta della mia scelta, ma ho deciso che se vorranno andranno avanti loro su quest’argomento, per come se la sentiranno, naturalmente supportate da noi in qualsiasi scelta.

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