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Certo il tempo è un concetto di quelli che hanno perso l’unità di misura,  la polpetta grande che è finita all’ospedale con una spalla rotta, la gestione del lavoro, gli spazi personali ormai solo un ricordo la piccola con la febbre e che altro ?

io che sono del tutto inadatta ad affrontare momenti del genere, mi sale il  panico, l’ansia a mille eppure vado come un’automa e faccio quello che bisogna fare.

Sarà l’istinto di una madre, sarà che non ci sono molte alternative.
Diligentemente, lei prende le sue medicine diligentemenete io seguo le istruzioni e penso “perchè uno si droga da giovane??? il momento giusto è questo…”

Oggi, con tutto l’impegno fra ufficio corsa a scuola perchè lei stava male , rientro in ufficio, …. dove ero rimasta… uscita dall’ufficio prendi la polpetta piccola arriva a casa…. saluta la baby sitter e rimettiti al lavoro

in macchina guardavo fuori le ultime luci della giornata, e ho pensato che apprezzo, anche cinque minuti di traffico, con la mia musica, purchè di pace purchè solo miei…

HO PREPARATO LA CARTELLA…

Ho preparato la cartella,

ci ho messo dentro i quaderni, li ho aperti li ho guardati.

Ho preso l’astuccio, ho temperato tutte le matite anche li ho controllato che ci sia tutto.

Ho scritto le tue iniziali su tutte le matite, poi su tutti i pennarelli.

Ho preso i libri, quelli che non userai più perché ne avrai di nuovi…… li ho aperti e mi sono messa a vedere quelle figure quelle vocali,

ho visto quello che in questo mese e mezzo di scuola hai fatto nella tua vecchia classe e l’emozione è salita fino agli occhi.

Ho guardato la tua piccola calligrafia così incerta così tenera quella giusta calligrafia che esce da delle manine così piccole.

Ti ho immaginato con le tue amiche, quelle della materna, quelle che da domani non vedi più perché cambi scuola.

Io che di scuole ne ho cambiate tante, oggi sono qui a pensare a te a quanto sì……. “sono piccoli gli amici se li fanno in fretta………”,

ma dispiace sempre lasciare quelli di prima…

Quelli con cui hai iniziato un percorso…..

ho controllato che ci fosse tutto.

ho chiuso la cartella e ho pensato che nella tua piccola vita questa è già un prova.

Ho lasciato la cartella all’ingresso e ho pensato che nella mia vita anche per me è un prova.

Si perché a me, alla fine, non è mai piaciuto cambiare scuola e forse è proprio per questo oggi ti ho così tanto nel cuore…

Ai mie tempi , Halloween non si festeggiava.

anzi faceva anche un po paura. I mostri erano mostri, e le streghe non erano mica sexi come oggi.

A me però le streghe mi sono sempre piaciute… ma mica poco… avevo un’identificazione con Bia ….. paria al 99 %

chi non se la ricorda???

” Bie-a

bi-e-ba-be-be -i

bia be bi bio biu babebi bobu !!!

no non ho pippato bio presto io me la ricordo veramente bene…..

Ai miei tempi se una madre ti prendeva e ti vestiva da strega la internavano.

Ai miei tempi  se dicevi la frase “dolcetto o scherzetto?”

ti guardavano con aria pietosa e pensavano povera bambina guarda che deve fare per avere un dolcetto… anche se vista la carestia di dolci a casa mia … ci stava pure.

Oggi alle soglie del 2013 Halloween è diventao un must e vedere tutte queste polpette vestite da streghe con tanto di cestino macabro è decisamente coincidente con i nostri tempi.

Noi  … quindi….nella persona fisica di me stessa stiamo preparando la festa di Halloween ….

UNA BELLA STORIA

In  questa Italia che lascia molto a desiderare , in cui i valori  molto spesso si sono lasciati morire perché comunque sia è una gran fatica andare avanti, ieri ho fatto un bagno di grande altriusmo.

Allora questa è la storia di una ragazza madre straniera con due bambine piccole che viene in Italia e subito dopo il marito decide di lasciarla.

Lei, senza lavoro e con due figlie piccole, si sistema in una casa famiglia dove conosce una signora che fa volontariato.

La ragazza straniera è molto volenterosa e non ci sta a stare in una casa famiglia come in un albergo quindi da una mano in tutto qullo che c’è da fare all’interno e all’estreno, qualsiasi cosa c’è da fare anche per gli altri ospiti lei c’è.  Mi dice che è il suo modo di ringraziare chi ha permesso a lei e alle bambine di avere una vita dignitosa.

La signora che fa volontariato  nota  la buona volontà della ragazza straniera, l’aiuta le fa fare un corso da infermiera, le trova una sistemazione fuori dalla casa famiglia, l’aiuta con l’affitto e con le bambine quando lei non c’è.

Fa in modo che le bambine vadano a scuola. Lei trova un lavoro e diventa autonoma ma l’affetto tra le due oramai è cemento.

Ieri era il compleanno di una delle bambine, la ragazza straniera ci ha invitato a casa della signora che fa volontariato.

La casa era bellissima in grado di ospitare 25 ambini con le relative procreatrici , la signora ha pensato a tutto anche all’animazione e devo dire che era tutto perfetto e di gran classe ovviamente la gran classe che si può avere per una seienne…

La bambina è stata felicissima .

Pensare che una persona estranea abbia fatto tutto questo mi ha fatto pensare ad una frase bellissima che ho letto: ” non posso cambiare la direzione del vento ma posso aggiustare le vele
per raggiungere sempre la mia destinazione”.

In effetti il vento alle volte è anche molto forte, ma almeno in questo caso aggiustando quelle vele l’amore e l’ affetto perduto, è tornato indietro.

E” tantissimo che non scrivo.

E’ mancata la volontà di voler condividere un periodo della nostra vita pubblicamente, il blog è continuato privatamente su un quaderno dove ho scritto  quello che normalmente metto online su  una pagina per la mia ragazza grande e su una pagina per la mia ragazza piccola.

Siamo andate in montagna e precisamente in Trentino e ancora più precisamente

in Val di Sole

.

Cosa si fa in montagna con una treenne e una cinquenne ????

Intanto si cammina, si cammina tanto, poi si vedono cose che in città non si vedono veramente mai.

 

Abbiamo fatto gite in alta quota, abbiamo preso la seggiovia e siamo salite fino a 2.500 metri,  erano forse 15 gradi e praticamente a ferragosto stavamo con i pile….

Abbiamo visto cerbiatti abbandonati dalla mamma prendere il latte da un guardiano del parco dell’Adamello, abbiamo visto una cerva fidarsi di un umano senza scappare, abbiamo visto un cervo con un grande palco di corna scacciare i suoi simili per mangiare.

Abbiamo mangiato il formaggio delle malghe, un formaggio che sa di erba fresca, abbiamo preso l’acqua alla fontana e sentito che era più fresca (e più buona) di quella del frigo di casa.

Abbiamo visto le cascate, i torrenti e prati verdi dove pascolano le mucche, abbiamo visto montagne altissime e quel che rimane dei ghiacciai.

Abbiamo visto panorami fantastici abbiamo sentito un silenzio che solo la montagna ti regala, abbiamo provato i brividi il 15 di agosto e mangiato in un ristorante dove gli unici eravamo noi.

Abbiamo ballato alle sagre di paese giocato con i bambini di varie nazionalità e abbiamo incontrato persone gentilissime. Abbiamo capito che la gentilezza è veramente un valore aggiunto della persona e che l’ospitalità spesso è un dono innato e non una cosa che si può imparare facilmente.

 

Abbiamo capito che è molto più facile vivere salutando e tenendo pulito il posto dove si vive.

Abbiamo comprato un libro di leggende delle Dolomiti e lo abbiamo letto la sera prima di dormire  e il giorno stese su di un prato verde.

Simo cadute in un ruscello  gelato, abbiamo fatto rafting e siamo andati in bicicletta, abbiamo giocato a palla e abbiamo fatto camminar un bruco vede sulla mano.

Abbiamo sorriso, abbiamo riso e abbiamo dormito tanto.

E a quelli che mi hanno chiesto : non ti sei annoiata in montagna con due bambine?” ho risposto che  il prossimo anno faremo 2 settimane di montagna e una mare perché in fondo preferiamo” annoiarci” in montagna che “divertirci” al amare……

Oggi è uno di quei giorni da ricordare e quale migliore opportunità per riaprire il blog?

Siamo pronte lei ed io.

Anzi lei è pronta e io no.

 Comunque ho preso coraggio e dopo una corsa folle contro il tempo per comprare tutto all’ultimo minuto oggi ci siamo presentate davanti al portone delle elementari.

Lei orgogliosa di aver raggiunto questo momento io solo forte perché sono la mamma di quella orgogliosa di essere in prima.

Vorrei appartenere a quella fascia di persone che sono sempre sicure di aver fatto la scelta migliore dopo una lunga meditazione, avrei volto che fosse stata madre natura a scegliere per me se nasci dopo il 30 aprile devi per forza fare un altro anno di asilo.

Poi ci si mettono anche tutte quelle paranoie:

    Sembra grande perché è alta ma ha solo 5 anni

    Non toglierle un anno di gioco (beh in effetti considerando quello che poi ti aspetta questa è l’unica scusa plausibile) ma nel caso di specie era contorniata da treenni appena entrati alla materna visto che la sua è una classe mista….

    Le togli i punti di riferimento (ma a 5 anni non dovremmo essere noi i punti di riferimento?)

 Alla fine ho pensato solo a lei mi sono tolta di mezzo io, le paranoie, i consigli, le esperienze degli altri, il tifo delle altre mamme che volevano che andasse in prima.

Lei voleva imparare a leggere e scrivere voleva continuare un percorso iniziato con le sue amiche della scuola materna. Le ho dato fiducia e sono felice di averla assecondata.

Auguri tesoro mio per il tuo primo giorno di scuola e per tutti quelli che seguiranno!!!!!

5 anni

 Arriva un giorno in cui ti rendi conto che con tua figlia parli, ridi, scherzi.

Arriva un giorno in cui la guardi e ti sembra già grande.

Arriva il giorno in cui ci prendi un aperitivo al Red ed è lei che te lo chiede.

 Arriva un giorno in cui ti fa domande alle quali non è facile rispondere.

Arriva quel giorno in cui ti dice quello che si vuole mettere, quello che vuole mangiare, con chi vuole stare.

Arriva il giorno in cui da che erano tutti simpatici qualcuno inizia a non piacere più e arriva anche il giorno in cui spara un giudizio che ti lascia senza parole.

Arriva il giorno in cui guardando i suoi occhi pensi che non ti appartengono che sono solo suoi e che chi li guarderà a lungo sarà fortunato.

Se potessi fermare il tempo lo fermerei ora. Ora che ancora sono piccole ora che vorrei stare più con loro ma il lavoro non lo permette.

Arriva il giorno in cui tu finisci 5 anni e mi dici “mamma ho finito una manina !!”

Quest’anno la festa è stata grande sono venuti tutti i tuoi amici e io sono stata felice.

Sono stata felice di darti una festa che non potrà mai sostituire il tempo che non abbiamo passato insieme ma almeno mi ha fatto sentire che tutto quel lavoro serve per vederti sorridere.

 

 

 

 

Arriva il giorno in cui mi stringi e mi dici “non piangere, non è niente” e io sento che non potrei vivere senza di te senza di voi.

Arriva il girono in cui prenotiamo le vacanze e le scegliamo insieme… e tu ti ricordi di quella casa al mare con il terrazzo dove siamo stati due anni fa.

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